Il Bollino Verde provincia di Roma per le caldaie

Sono molti i cittadini che negli ultimi periodi hanno sempre maggiormente sentito parlare di Bollino Verde alla Caldaia. Di cosa si tratta, però, in particolare? Il bollino verde altro non è che un particolare controllo di sicurezza a cui gli impianti termici che servono per la produzione di acqua calda, devono essere per legge sottoposti. La legge che prevede il pieno controllo delle prestazioni delle caldaie è, in particolare, la Legge 10 del 1991, intitolata come Norme per l’attuazione del Piano Energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. Nel momento in cui si è emanato questo provvedimenti si voleva ottenere la razionalizzazione dell’utilizzo dell’energia utilizzata per la produzione di riscaldamento. Allo stesso tempo, controlli rispettosi della normativa permettono di avere un impianto termico sempre efficiente sotto il profilo operativo, rendendolo allo stesso tempo sicuro e risparmiando energia. A tutto questo si abbina un diminuito inquinamento atmosferico. Proprio da qui il nome del bollino che, per l’appunto, viene definito con il colore amico dell’ambiente per eccellenza, ovvero il verde.

Le informazioni che vi daremo in questo articolo sono complete. Alla fine però troverete un link per scaricare il riepilogo delle informazioni più importanti su un pratico pdf.

BOLLINO VERDE – OBBLIGHI

L’obbligatorietà del bollino verde (e quindi di queste periodiche ispezioni alle caldaie) riguarda tutti i Comuni italiani con un numero di abitanti inferiore a 40 mila unità. Fanno eccezione alcune località, tra cui è compresa anche la capitale, Roma. Le altre località maggiori interessate comunque dall’applicazione del bollino verde sono Velletri, Nettuno, Fiumicino, Tivoli, Ladispoli, Monterotondo, Civitavecchia, Anzio, Albano Laziale, Pomezia, Ardea e Guidonia Montecelio.

BOLLINO VERDE – COSTO

Molti di coloro che sentono per la prima volta parlare del bollino verde si chiederanno sicuramente quali sono i costi di questo bollino e come si può procedere per regolarizzare la propria posizione. Le risposte da fornire non sono complicate e risultano anche di semplicissima attuazione. L’importo dovuto è di 9 euro. Al tecnico invece andrà la cifra stabilita dalle sue tariffe (dalle 70 alle 120 euro i prezzi attualmente in circolazione).

BOLLINO VERDE – SCADENZE

Le scadenze, però, non sono uguali per tutte in quanto strettamente connesse al momento in cui è stata effettuata l’installazione dell’impianto termico. L’obbligo è relativo innanzitutto al momento di ogni prima installazione, in occasione della prima accensione della caldaia. Successivamente, le verifiche andranno effettuate ogni 4 o 2 anni. La cadenza biennale è riservata alle caldaie la cui installazione è avvenuta da meno di 8 anni e che hanno una potenza che non va oltre i 35 Kw. A parità di potenza, la verifica biennale spetta, invece, a tutti gli impianti installati da più di 8 anni. Allo stesso trattamento sono sottoposte anche le caldaie a focolare aperto collocate in ambienti abitati. Differenti i discorsi per le caldaie la cui potenza supera i 35 Kw. In questo caso il bollino verde anticipato non è obbligatorio ma ogni onere relativo alla verifica spetta esclusivamente all’utente.

BOLLINO VERDE – DOCUMENTAZIONE

Al momento della scadenza dei termini previsti dalla normativa, è necessario chiamare uno dei tecnici manutentori disponibili (sul sito della provincia di Roma è possibile reperirne l’elenco completo). A questo spetterà il compito di ispezionare l’impianto, provandolo in tutti i suoi aspetti ed effettuando anche la prova dei fumi. Nel momento in cui le verifiche saranno concluse, il tecnico rilascia il modello G in cui vengono riportati tutti i dati relativi all’impianto ed alle operazioni su esso appena effettuate, con i relativi risultati. In base a quanto stabilisce la normativa vigente, una volta che si è in possesso di questa importante documentazione, bisogna compilare un’apposita autodichiarazione in cui si dichiara, sotto propria responsabilità, di aver sottoposto il proprio impianto alle dovute verifiche. Assieme a quest’autocertificazione, andranno anche inviati il modello G e l’attestazione relativa al bollino verde pagato. Il pagamento, tra l’altro, deve avvenire entro e non oltre 30 giorni dalla data indicata sul modello G ed alla quale risalgono le verifiche sull’impianto.

In sostanza basta inviare una email (o un fax) con su scritto che si dichiara di aver provveduto al Bollino Verde per la propria caldaia ed allegarvi sia il rapporto di efficienza energetica rilasciato dal tecnico, sia la copia del bollettino pagato.

BOLLETTINO PAGAMENTO BOLLINO VERDE E INVIO DOCUMENTAZIONE

Non è disponibile un bollettino per il bollino verde precompilato. E’, quindi, necessario compilare un bollettino in bianco con i dati necessari e di seguito riportati.

Innanzitutto l’importo, di 9 euro, da indicare sia a numeri che a lettere. Il tutto andrà versato sul conto corrente postale numero 5221579 intestato a Città Metropolitana di Roma Capitale. Importante non dimenticare di inserire la causale, ovvero bollino verde. Entro 30 giorni dalla data in cui si è effettuato il pagamento del bollino verde, l’intera documentazione deve essere necessariamente inviata alla Provincia di Roma. E’ preferibile, in base ad indicazioni della Provincia stessa, utilizzare a questo scopo la posta elettronica, sia essa ordinaria (PEO) o certificata (PEC). Gli indirizzi a cui è possibile far pervenire questa documentazione sono 3, e sono i seguenti:

  • impiantitermici@cittametropolitanaroma.gov.it
  • dip4servizio3@cittametropolitanaroma.gov.it
  • protocollo@pec.cittametropolitanaroma.gov.it

I primi 2 sono di posta ordinaria. Il terzo indirizzo, invece, è riservato a coloro che vogliono utilizzare la posta certificata. Si è detto come tutti i documenti vadano inviati preferibilmente tramite email. Per chi, però, non ha la possibilità (effettiva e dimostrata) di avvalersi di questo servizio, è possibile utilizzare anche il fax, da inviare al numero 06/67663391. Sempre utilizzando le modalità descritte fino a questo momento, coloro che installano la caldaia per la prima volta dovranno provvedere all’invio della scheda generale dell’impianto, della prova relativa all’efficienza energetica effettuata in occasione della prima accensione, del certificato di conformità e della ricevuta del bollettino che prova che si è effettuato il pagamento del bollino verde. I dati con cui compilare il bollettino, tra l’altro, sono identici a quelli indicati. Anche i tempi massimi da rispettare per l’invio della comunicazione sono gli stessi, essendo pari a 30 giorni dalla data in cui è avvenuta la verifica dell’impianto.

BOLLINO VERDE  – UFFICI COMPETENTI E ORARI

Per quanto riguarda gli uffici che si occupano del bollino verde a Roma e provincia, essi si trovano in Via Tiburtina 695 e sono noti come Uffici Impianti Termici. Il ricevimento del pubblico è previsto solamente 2 giorni alla settimana, in orario sia mattutino che pomeridiano, ovvero dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.

BOLLINO VERDE – CONTROLLI

Una volta scaduti i termini per il bollino verde, sia che si sia inviata la comunicazione alla Provincia sia che questo non sia stato fatto, si può essere soggetti al controllo sull’avvenuta effettuazione della manutenzione della propria caldaia. Questi controlli vengono effettuati da apposite figure professionali, denominate verificatori. Il loro compito, come si intuisce facilmente dal nome, è quello di verificare l’impianto, ovvero controllare se gli interventi effettuati lo rendono sicuro a norma di legge e se sono state rispettate le scadenze dovute. L’arrivo del verificatore, però, non è improvviso. Questo, infatti, è preceduto da una comunicazione cartacea recapitata presso il domicilio dell’utente mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno. In questa comunicazione si potrà venire a conoscenza del giorno e dell’orario preciso in cui il verificatore verrà a casa.

Dal momento che il verificatore è una figura professionale che rientra a pieno titolo tra i pubblici ufficiali, rappresenta un reato non permettere allo stesso di entrare in casa. In questo caso non soltanto si è soggetti ad una sanzione (dal momento che si tratta di reato sotto il profilo penale) e si rischia, inoltre, nei casi più gravi di vedersi sospendere l’erogazione dell’energia da parte del fornitore. In ogni caso, il verificatore ha un tesserino personale in cui sono indicati tutti i dati che lo riguardano. Questo significa che si può essere certi dell’identità della persona cui ci si trova davanti: si possono così evitare problemi con persone che magari potessero fingere di essere dei verificatori per intrufolarsi con una scusa all’interno dell’abitazione.

BOLLINO VERDE – SANZIONI E MULTE

Gli esiti del lavoro del verificatore sono molto importanti per ogni utente titolare di un impianto termico. Sono previste, infatti, delle multe nel caso le normative di legge in merito non vengano rispettate. Per l’utente che non si è preoccupato di far effettuare la manutenzione alla propria caldaia è prevista, infatti, una sanzione pecuniaria che può andare da un minimo di 500 ad un massimo di 3000 euro. L’importo dipende sostanzialmente dal numero di mesi da cui è scaduto il termine ultimo per effettuare gli interventi. Può capitare anche che il verificatore riscontri delle anomalie nei risultati dichiarati dal tecnico manutentore che ha effettuato i controlli. In questo caso, ad essere soggetto ad una sanzione di tipo pecuniario è proprio il manutentore. Gli importi della stessa, a seconda della gravità di quanto affermato, possono variare tra un minimo di 1000 ad un massimo di 6000 euro. Importante sapere che il verificatore ha solamente il compito di verificare. Non è ammesso che lo stesso intervenga sull’impianto in caso di anomalie o manutenzione non effettuata o effettuata non a regola d’arte. In questi ultimi casi il solo compito di ogni buon verificatore che si rispetti è quello di segnalare l’accaduto a chi di dovere, ovvero alla Provincia di Roma che contesterà la mancata applicazione di tutte le normative di legge che si applicano agli impianti termici. In particolare si tratterà di violazione alla Legge numero 10 del 1991 riguardante i controlli sul rendimento degli impianti termici e l’uso razionale dell’energia. Tutte le normative riguardanti questo settore sono emanate da diversi enti. Dal più grande al più piccolo si parte dall’Unione Europea e, passando per lo Stato Italiano, la Regione, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, la Provincia ed il Comune.

CONCLUDENDO

Come si è visto, il bollino verde è un obbligo che tutti gli enti di competenza prevedono per garantire la massima sicurezza nell’utilizzo dell’impianto termico che, a seguito di manutenzione, non risulta solo più efficiente nel funzionamento ma permette anche un notevole risparmio sotto il profilo energetico, alleggerendo, di conseguenza, la bolletta. Benché cambino i dati da inserire all’interno del bollettino per effettuare il pagamento, le modalità e gli importi da versare sono più o meno identiche per tutti quei Comuni in cui vige questo particolare obbligo.
Qualora l’obbligo non venga rispettato e, nel momento in cui il verificatore accerta che non è stata effettuata alcuna manutenzione sulla caldaia benché siano passati i tempi utili, si è soggetti, come si è detto, a sanzione pecuniaria. La sanzione in questione, però, qualunque sia l’importo della stessa, non prescrive assolutamente l’obbligo di provvedere alla messa in regola del proprio impianto. Il bollino verde, dunque, andrà comunque effettuato e si dovranno pagare le multe ricevute. Vien da sè come non valga assolutamente la pena rischiare un controllo infruttuoso sulla propria caldaia con relativa multa. Gli importi del bollino verde, infatti, sono per tutti abbastanza irrisori ed accessibili a tutti. Nove euro, infatti, al giorno d’oggi rappresentano un importo disponibile per tutti, specialmente considerato che il pagamento si effettua, come detto, a cadenze pluriennali (2 o 4 anni di distanza tra l’uno e l’altro). Si consiglia, infine, di effettuare una copia dei documenti rilasciati da chi di dovere al momento dei controlli, in modo da essere sempre in possesso di una doppia copia degli stessi. L’invio effettuato tramite email, infatti, prevede che gli originali rimangano sempre all’utente (essendo le copie riservate alla Provincia solamente degli allegati all’email, nati da una scansione dei documenti originali). Conservare i documenti è, poi, una buona norma, indispensabile per tutto il periodo fino alla scadenza, dal momento che in caso di visita da parte del verificatore, ogni documentazione relativa all’impianto tecnico dovrà essere sottoposta alla sua supervisione.

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TECNICO CALDAIA ROMA esegue il Bollino Verde in provincia di Roma e nella provincia sud di Viterbo a partire da €. 70,00. Per prenotare un appuntamento chiamare il numero 346 88 43 617

 

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